Pianoforte Jazz DCSL40

Obiettivi formativi: Il Biennio di Pianoforte jazz si configura come naturale prosecuzione degli studi intrapresi nel triennio. Al termine degli studi relativi al Diploma Accademico di secondo livello, gli studenti dovranno aver acquisito la consapevolezza tecnica, artistica ed espressiva specifica tale da consentire loro di affrontare il lavoro del musicista ad un livello professionale di alta qualità, nonché di essere in grado di progettare e realizzare un loro progetto artistico personale. Sarà dato particolare rilievo all’approfondimento del repertorio più rappresentativo ed avanzato dello strumento. Sarà migliorata ed orientata l’interazione dello strumentista nelle varie situazioni di insieme, dal duo fino alla big band. Saranno affrontati differenti tipi di repertorio variando quindi i riferimenti storico-stilistici. Per raggiungere tali obiettivi saranno sviluppate le capacità percettive dell’udito e i processi di memorizzazione e l’acquisizione di specifiche conoscenze relative ai modelli organizzativi, compositivi della musica jazz. Lo studente sarà guidato ad orientarsi tra la vasta letteratura dei metodi e dei trattati inerenti allo studio dello strumento e delle prassi jazzistiche relative in particolare all’arrangiamento ed all’improvvisazione, due dei campi nei quali l’allievo dovrà acquisire ottime competenze. Saranno curate la lettura e l’interpretazione dei repertori più complessi. Inoltre lo studente dovrà acquisire adeguate competenze nel campo dell’informatica musicale e rafforzare la seconda lingua comunitaria.

Prospettive occupazionali: Il corso offre allo studente possibilità di impiego nei seguenti ambiti:

  • Strumentista solista jazz e popular
  • Strumentista in gruppi jazz e popular
  • Strumentista in formazioni orchestrali jazz e popular
  • Trascrittore, compositore ed arrangiatore in ambito jazz e popular
  • Insegnante in corsi di orientamento jazz e popular

Esame di ammissione:

Sono ammessi gli studenti in possesso di Diploma Accademico di primo livello o di Diploma tradizionale.

  • Esecuzione di 3 brani della grande tradizione jazzistica a scelta della commissione sulla base di una rosa presentata dal candidato di almeno 12 brani, che comprenda le principali tipologie strutturali del jazz. Almeno uno di questi in piano solo
  • Esecuzione in piano solo di un arrangiamento o di una trascrizione di un brano jazz o affine alla tradizione jazzistica preparato dal candidato
  • Prima vista su leadsheet
  • Colloquio riguardo la conoscenza teorica di scale, modi, le scale simmetriche, voicing. Conoscenza degli stili jazzistici e dei pianisti di riferimento della tradizione.
  • Esame del curriculum di studi ed artistico-professionale.

Prassi Esecutive e Repertori 1, 35 ore (20 cfa)

Forma di verifica: Esame sostenuto davanti a una commissione

Programma di studio:

  • Tecnica strumentale avanzata: miglioramento nell’uso delle dinamiche in particolare nell’esecuzione delle ballad, controllo della polifonia e del dialogo tra mano destra e sinistra e della cantabilità di entrambe le mani, uso avanzato degli ostinato anche in tempi asimmetrici, ampliamento della tecnica dello stride e padronanza della tecnica dell’esecuzione a tre parti.
  • Elementi avanzati di armonia jazz: ripasso ed approfondimenti sulle più importanti tecniche di armonizazione nel linguaggio jazzistico: upper structures, armonia modale, drop, block chord, armonia gospel, slash chord, armonizzazione per quarte, cluster, politonalità, riarmonizzazione ed arrangiamento di brani di repertorio.
  • Elementi avanzati d’improvvisazione: ripasso ed approfondimento dei linguaggi jazzistici dallo  stride piano al  be-bop, hard bop, al jazz modale, la fusion, il funk, afro, latin ecc. con particolare attenzione alla pronuncia, al miglioramento della varietà di accuntuazione e nella gestione del tempo, miglioramento dell’interplay e dell’ aspetto costruttivo dell’assolo (anche in rapporto all’intera esecuzione del brano), contrasti di densità pianistica, uso delle “triad pairs”, uso dei poliritmi. Improvvisazione nei tempi asimmetrici più comuni, gestione dei chorus polimetrici, L’improvvisazione free. 
  • Tecniche d’accompagnamento in diversi contesti: duo, trio, combo, big band. 
  • Lettura, trasporto e prima vista. 
  • Memorizzazione di una dozzina di nuovi brani standard di media e alta difficoltà.
  • Il pianoforte nel piano trio e piano duo con un solista. Il piano solo.

Materiali di studio: Brani dai Realbooks; lettura di comping svolti; trascrizione, studio ed analisi di solo tratti dal repertorio dei grandi pianisti jazz; arrangiamenti scritti per pianoforte solo; studi tecnici e brani polifonici anche tratti dal repertorio classico; lettura di partiture scritte per combo e per big band; brani originali dello studente.

Programma dell’esame – preparare almeno:

  • due arrangiamenti scritti (opp. Studi difficili)
  • due piano SOLO su brani difficili
  • due piano duo/trio
  • due trascrizioni di piano solo difficili (anche parziali)
  • una prima vista 

n.b. E’ possibile presentare brani originali

Prassi Esecutive e Repertori 2, 35 ore (20 cfa)

Forma di verifica: Esame sostenuto davanti a una commissione

Programma di studio: Approfondimento degli argomenti in programma nel primo anno. Lo studente dovrà lavorare alla costruzione di un repertorio/progetto personale su brani di repertorio riarrangiati e/o di brani originali, sia in piano solo (o duo) che in trio (o combo) da presentare a fine corso.

Programma dell’esame – preparare almeno:

  • due arrangiamenti scritti (opp. Studi difficili)
  • due trascrizioni di piano solo difficili (anche parziali)
  • Preparare arrangamenti o brani originali in piano solo, duo, trio o combo (almeno 3 brani)

Storia del Jazz 1/ Monografie, 15 ore (3 cfa)

Forma di verifica: Idoneità

Programma: Lettura e commento di una rosa di saggi scelti dal docente.

  1. Patrick Villanueva, Il Jazz, in Enciclopedia della Musica EDT, Einaudi-Il Sole 24 ore, Milano 2006. IV vol. pp. 591-621.
  2. J. Siron, L’improvvisazione nel jazz, in Enciclopedia della Musica EDT, Einaudi-Il Sole 24 ore, Milano 2006. VIII vol. pp. 737-756.
  3. G. Kubik, Presenza della musica africana nel Jazz, in Enciclopedia della Musica, EDT, Einaudi-Il Sole 24 ore, Milano 2006. VIII vol. pp. 1064-1097.
  4. J. E. Berndt – G. Huesmann, Gli Stili del Jazz, in Il Libro del Jazz, I cap.  pp. 33-116. Odoya-Garzanti, Bologna, 2005.
  5. J. E. Berndt – G. Huesmann, Gli Elementi del Jazz, in Il Libro del Jazz, III cap. pp. 249-310. Odoya-Garzanti, Bologna, 2005.

Storia del Jazz 2/ Monografie,  15 ore (3 cfa)

Forma di verifica: Esame sostenuto davanti a una Commissione

Programma: Lettura e commento di una scelta di saggi curati dal docente.

  1. J. E. Berndt – G. Huesmann – I Musicisti del Jazz, in Il Libro del Jazz, II cap. pp. 117-148. Odoya-Garzanti, Bologna, 2005.
  2. J. E. Berndt – G. Huesmann – Gli Strumenti del Jazz, in Il Libro del Jazz, IV cap.  pp. 311-654. Odoya – Garzanti, Bologna, 2005.

Ear training avanzato, 20 ore (4 cfa)

Forma di verifica: Esame sostenuto davanti a una commissione.

Fatta una ricognizione delle capacità già sviluppate dagli studenti, si cercherà di sviluppare la percezione veloce degli elementi melodico-armonici di brevi composizioni (standard o altro), ponendo l’attenzione su tutto quello che costituisce elemento di rilievo estetico (parti interne, orchestrazione ecc…)

Esame:

  • Dettatura di una sequenza armonica al pianoforte, da trascrivere in sigla o comunque in maniera chiaramente interpretabile.
  • Ascolto di un frammento di canzone o comunque di composizione tratta dal repertorio del Musical, di cui andranno trascritti gli elementi principali ai fini di una comprensione del pezzo.

n.b. Si invita a prendere visione del Regolamento del Dipartimento Jazz nella pagina dedicata