Dipartimento di Jazz

Il Dipartimento è costituito dalle Scuole e dai Docenti in elenco:

Il coordinatore per l’A.A. 2023/24 è il Prof. Piero Gaddi ([email protected]).

n.b. Per tutte le Discipline di competenza di ogni docente, si veda il DM n. 90 del 03/07/2009 in Amministrazione Trasparente..


La Scuola di Jazz del Conservatorio “Giacomo Puccini” ha una storia di oltre venti anni. Il Dipartimento Jazz-Nuove tecnologie e linguaggi musicali è stato istituito nel 2005 per creare un percorso di studi improntato all’apprendimento del linguaggio jazzistico in tutti i suoi aspetti, e nel 2014 si è reso autonomo. L’approccio innovativo e la qualità dell’offerta formativa hanno portato ben presto ad uno sviluppo notevole sia nel numero degli studenti iscritti sia nella ricchezza della produzione artistica. Dal 2007 al 2015 sono molte le attività della “LSJO-La Spezia Jazz Orchestra”, fondata dal Prof. Alessandro Fabbri, che ha suonato in Italia e all’estero, accogliendo anche strumentisti che non si formano nella Scuola di jazz, per offrire loro l’opportunità di frequentare ciò che si ritiene una delle “palestre” più importanti per la formazione di un musicista.

Nel 2012 la La Spezia Jazz Orchestra ha registrato un Compact Disc omonimo. Altre formazioni nate in seno al Dipartimento sono il “Variabile Jazz Ensemble” e l’ “Ensemble Vocale Jazz”, laboratori di composizione, arrangiamento e produzione. Grazie all’impegno incessante ed appassionato hanno visto la luce moltissime produzioni con musiche di G. Gershwin, C. Porter, J. Kern, N. Rota, B. Strayhorn, L. Flores, D. Ellington, H. Silver, Birth of the Cool di M. Davis, Porgy and Bess di Gershwin (versione Gil Evans/Miles Davis), Sweet Time Suite di K. Wheeler ed altro ancora.

Inoltre, in quasi venti anni di attività, sono stati ospiti molti Docenti e Musicisti di rilievo internazionale per Seminari, Laboratori e MasterClass volti ad affrontare didatticamente ed artisticamente temi di spessore: Piero Leveratto, “Improvvisazioni Jazz su temi mozartiani”; Giorgio Gaslini; Christopher Culpo, “Tecniche di composizione applicate al Jazz moderno”; Maurizio Giammarco, “Evoluzione ritmica e linguaggio nel Jazz”; Sandro Gibellini, “Improvvisazione e cantabilità strumentale nel linguaggio jazzistico”; Luca Bragalini; Ares Tavolazzi; Ruben Chaviano Fabian, “Musica latina e afrocubana”; Giampaolo Casati, “Come approcciarsi agli Standards Jazz”; Anna Poppi e Davide Masarati, “Diritto e legislazione dello spettacolo”; Alessandro di Puccio, “Be-Bop questo (s)conosciuto”; Franco D’Andrea, “Aree intervallari: il negletto interesse del Jazz per la serialità”; Mario Garneri, “Beyond Jazz”; “La musica di Luca Flores 20 anni dopo”; “Ellington Sacred Concerts”; Paolo Birro, “Tecniche per lo studio dell’improvvisazione”; “L’Hard Bop di Horace Silver”; “Ritmo e poliritmia nella musica moderna”; Mike Turk, “From Blues to Jazz”; Bruno Tommaso, “L’arte del mascheramento”; Valerio Perla, “El Concepto. Approccio alle ritmiche caraibiche. Storia, Interpretazione e Contaminazione”; Luca Bragalini, “Harlem: suoni dal grande cortile”; Andrea Mugnai, “Il Jazz e la Tap Dance, un legame indissolubile”; Bjorn Vidar Solli, “Jazz tra New York e Norvegia”; Daniele Giardina.

n.b. Informazioni tratte dal libro Quarant’anni del Conservatorio di Musica “Giacomo Puccini” della Spezia (1979-2019), Edizioni Giacché


Ferruccio Spinetti


Piero Gaddi


Michela Lombardi


Roberto Taufic


Walter Paoli


foto © Conservatorio “Giacomo Puccini” della Spezia